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Sarteano is a charming medieval hamlet located between the Val d’Orcia and Valdichiana area, Sarteano town has been inhabited since ancient times and it boasts one of the most important Etruscan tombs in Tuscany.
Between the Val di Chiana and the Val d'Orcia stands Sarteano, a village of historical and naturalistic importance, whose past is made known for the presence of the Castle.
Its landscape offers pleasant walks, on paths with marked paths.
Sarteano is a village of historical importance and naturalistic, placed on the buttresses of the Val d'Orcia, in a plateau on the border with the Val di Chiana.
The medieval past of the country is testified from the castle, the main element of the architectural landscape, and by a large number of churches. The economy fundamentally is based on agriculture and on tourism. The products of the earth are olive oil, wine and wheat.
From the Neolithic Period to the bronze age, the testimonies relating to the origin of the village are widely known thanks to the very rich archaeological documentation coming from the Cave of the bear. The cave, today not open, is divided into two parts, communicating through narrow passageways. In the surrounding areas, generally on the surface were found groups of vessels of the bronze age, some containing even grains of wheat, which suggested intentional depositions linked to ritual practices. The frequentation of the cave continues up to the XI century B.C. and they have finally traces of Roman times with fragments of dishes and anforoni. Another karst cavity in the territory of Sarteano is La Buca del rospo located on the western slope of Monte Cetona that returned vases of the Ancient Bronze Age deposited for a ritual collection of dripping water circuit.
Un paese insolito Sarteano, fino a poco tempo fa semi sconosciuto, adesso vivo e rigoglioso più che mai e soprattutto voglioso di farsi scoprire e di farsi voler bene.
Non importa quale sia il vostro interesse, etruschi, Medioevo o Rinascimento, Sarteano riuscirà in ogni caso ad emozionarvi, fidatevi di me.
La prima cosa che salta all’occhio, appena si giunge a Sarteano, è sicuramente il castello, che imponente vigila da millenni sul paese e sui suoi abitanti, ma c’è dell’altro, ovviamente: per arrivare alla rocca occorre immergersi nella storia ed affrontare un viaggio affascinante tra vicoli caratteristici e palazzi nobiliari uno su tutti il Palazzo Todeschini Piccolomini.
Sarteano è un paese di origine etrusca con un passato medievale testimoniato dalla sua cinta muraria.
Situato su uno sperone di pietra a 573 metri sul livello del mare, il paese sorge a ridosso della rocca feudale dei Manenti secondo un caratteristico schema ad arco.
Il castello sorse sulla via tra Chiusi e Siena.
Quando Sarteano nel 1379 passò sotto il dominio della Repubblica senese, il borgo e il castello furono riorganizzati entro un unico perimetro fortificato.
Furono sempre i senesi a dotare il castello dell’imponente mastio quadrato che andò ad aggiungersi al preesistente sistema difensivo basato su successive cinte murarie, con torri angolari rotonde o semicircolari.
COSA VEDERE:
Chiesa di San Francesco
Museo Civico Archeologico
Chiesa di San Martino
Sala d’arte Domenico Beccafumi
Collegiata di San Lorenzo
Castello
Musei dei Presepi
Farmacia Storica
La visita di Sarteano parte da Piazza Bargagli, o Piazza Bassa, situata nella parte sud del centro storico.
Sul lato sud della piazza si affaccia la Chiesa di San Francesco. La chiesa, fondata nella prima metà del Trecento, presenta una bella facciata rinascimentale in travertino ed all’interno conserva alcuni affreschi provenienti dalla Chiesa di Santa Vittoria datati tra il XIV e il XV secolo.
Da Piazza Bargagli si procede verso la piazza principale del paese, Piazza XXIV giugno (o piazza Alta), che è collegata alla piazza precedente anche per mezzo di un passaggio (porta di Mezzo) aperto nel corpo del Palazzo del Comune.
Il Palazzo del Comune è un edificio di origine trecentesca rimaneggiato a più riprese ed aperto da un alto porticato rifatto nel 1845.
Al suo interno si trova il Teatro comunale degli Arrischianti.
Piazza Alta, ornata dal monumento ai caduti della prima guerra mondiale, si trova a metà dell’asse principale del paese composto da via Roma e corso Garibaldi.
Lungo questa direttrice si trovano la gran parte degli edifici più interessanti del borgo.
Prendendo via Roma incontriamo, uno di fronte a l’altro, il rinascimentale Palazzo Piccolomini e Palazzo Gabrielli, sede del Museo Civico Archeologico.
Get insights and insider tips What to see best hidden gems in italy.
Vacation in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Ideas travel tips for your next holiday in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) sights in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana)
Siti selezionati per scoprire Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Cosa vedere a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Siti turistici per Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) informazioni turistiche
https://www.discovertuscany.com/it/destinazioni-toscana/sarteano.html
http://www.sarteanoliving.it/
https://tuscanyplanet.com/sarteano-cosa-vedere/
Condizioni Meteo a Sarteano - Weather Conditions Local Weather Forecasts in Sarteano
https://www.ilmeteo.it/meteo/Sarteano
https://www.meteogiuliacci.it/meteo/sarteano
Where to stay in Sarteano (Siena)? - Dove soggiornare a Sarteano (Siena)? - ¿Dónde alojarse Sarteano (Siena)?
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Luoghi del gusto a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) ristoranti osterie trattorie e locali tipici a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) dove mangiare a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana)
Places of taste in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) restaurants in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) where to eat in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana)
Al ristorante o in agriturismo, nelle enoteche o nelle cantine, ovunque potete gustare i prodotti enogastronomici di queste località, che profumano di genuino e qualità.
http://www.sarteanoliving.it/it/turismo/categoria/2-sarteano/52-sarteano-dove-mangiare
https://www.agriturismo.it/it/ristoranti-dove-mangiare/toscana/siena/sarteano
https://www.viamichelin.it/web/Ristoranti/Ristoranti-Sarteano-53047-Siena-Italia
Enogastronomia Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Ricette regionali Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) cucina tradizionale toscana piatti tipici toscani prodotti tipici in toscana cucina toscana
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http://www.movingitalia.it/sarteano/piatti-tipici.html
Sapori tipici e piatti tipici della Val di Chiana
La Val di Chiana vanta una millenaria cultura enogastronomica, che affonda le radici nella civiltà etrusca e, soprattutto, nella successiva età feudale, quando le divergenze economico-sociali si sono andate progressivamente a allargate.
I piatti tipici della valle, infatti, sono strettamente legati alla tradizione contadina, caratterizzati da pochi e semplici ingredienti.
Ed è proprio nella sua genuinità che consiste la sua eccezionalità, rendendo la cucina chianina una delle migliori d'Italia.
La visita di uno dei tanti borghi della valle non può che trasformarsi in un tour enogastronomico.
L'antipasto tradizionale è rappresentato dai salumi, formaggi abbinati al miele o marmellate, crostini di milza e fegatini e bruschette con l'olio, solitamente accompagnate dall'aglio “sdrusciato” sul pane.
Le ricette dei primi piatti sono semplici e essenziali.
Il primo posto della gastronomia chianina è occupato dai pici all'aglione.
I pici sono una pasta lunga e spessa fatta a mano che il metodo classico vuole fatti di sola acqua e farina.
In alcune ricette più recenti è prevista l'aggiunta dell'uovo, soprattutto per facilitare l'impasto.
Il condimento storico dei pici della Val di Chiana è l'aglione, fatto di sugo al pomodoro saltato sul soffritto del tipico aglio chianino.
Consigli: i pici sono squisiti in ogni modo.
Assaggiateli anche al ragù, magari di cinta senese, non ve ne pentirete.
Come secondo piatto, la bistecca di chianina è un must.
A monte del pasto, ovviamente, sta un ottimo bicchiere di vino rosso: solo così può dirsi conclusa l'esperienza all'interno dell'enogastronomia chianina.
L’aglione della Valdichiana è una particolare varietà di aglio più grande del comune, con il “capo grosso”, usato nella tradizione locale per preparare piatti più aromatici e digeribili.
La sua area di produzione si trova a cavallo del Canale Maestro della Chiana, praticamente è un prodotto agricolo coltivato nella zona della bonifica, ma giunge fino all’area del Trasimeno ed è conosciuto fin dall’epoca etrusca.
Susina detta “scosciamonaca” prodotto spesso sottovalutato, diffuso non soltanto nel nostro territorio ma in generale nel centro Italia.
Si tratta di una varietà di susina di forma allungata, con la buccia violacea e la polpa giallastra, molto profumata e saporita.
Cocomero Nero della Valdichiana
Si tratta di una varietà di anguria che veniva coltivata nella Valdichiana aretina e dintorni, che si raccoglieva a tarda estate e veniva conservata in luoghi freschi; poteva raggiungere i venti chili ed era considerato un cocomero gigante, con la corteccia più scura rispetto alle angurie che siamo abituati a vedere.
Si tratta di piatti semplici, anche se non di facile preparazione: tutti gli ingredienti (pochi per volta) sono rispettosamente accostati in modo da non soffocare mai il gusto proprio di ciascun elemento. Ad esempio la famosa bistecca deve avere quel tipo di carne, di quell'olio, quella brace di legno di castagno, per essere veramente "fiorentina".
Prelibato, tra l'altro, e il cacio pecorino, prodotto ora da pastori sardi immigrati nella zona, ma lo producono con lo stesso procedimento in uso fin dal medioevo, ottimo in tutte le sue diverse fasi di maturazione, da fresco a stagionato, quest’ultimo da servire a fine pasto oppure a merenda. Il Ravaggiolo è invece il cacio tenero conservato in foglie di felce.
Oltre al cacio pecorino, il prosciutto, i saporiti crostini con milza e fegatelli, il pansanto (fettina condita con cavolfiore lessato, aceto e olio), la “bruschetta” con il pane abbruscato al fuoco vivo, con l'olio nuovo e uno spicchio d'aglio strusciato sopra, la panzanella (pane raffermo bagnato, condito con pomodoro, olio, cipolla, basilico e altri aromi), un buon piatto di fagioli al fiasco irrorati d'olio crudo, già costituirebbero un ottimo pasto: ma è d'obbligo assaggiare i pici, una sorta di spaghetti fatti a mano, conditi al sugo di carne.
I pici venivano preparati una volta dai contadini che non potevano permettersi troppo spesso la carne o altre pietanze "nobili".
Gli ingredienti sono: farina bianca, un po' di uovo, acqua tiepida, olio, sale e farina gialla.
http://www.valdichiana.it/gastronomia.php
https://www.lavaldichiana.it/dallaglione-alla-susina-prodotti-della-tradizione-valdichiana/
https://www.termesensoriali.it/it/blog/quali-sono-i-sapori-tipici-della-val-di-chiana-1278
Specialità della Val D'Orcia
I pici con le briciole
Se visitando le altre zone della Toscana avete avuto modo di assaggiare i pici all’aglione, giunti in Val d’Orcia non potrete esimervi dal gustare un piatto di pici con le briciole.
Il formato di pasta, è presto detto, è sempre lo stesso.
Le chiocciole della Val d’Orcia
Le chiocciole sono un piatto tipico del borgo di San Quirico, in Val d’Orcia, a tal punto che i suoi abitanti vengono chiamati “chiocciolai”.
La ricetta è piuttosto antica e, come spesso avviene, si tramanda di padre in figlio.
https://www.borgotrerose.it/le-specialita-della-val-dorcia-che-dovreste-assaggiare/
Trippa ripiena
Minestra con la tinca
Pane pazzo
Salumi di cinta senese
Cazzagnoli con l’aglio
Ciaccia con la ricotta
Lo zafferano
Miele di Montalcino
Vini della Val d’Orcia
Prodotti tipici Val D'Orcia
Pecorino di Pienza
Mazzaporra
Ciafagnone con il cacio
Sciornini in brodo
I pici della Val d’Orcia
Maccheroni con le noci
Buristo dolce
Panizza con le briciole
Frittata con gli strigoli
L’Olio d’oliva Extravergine della Val D’Orcia
https://www.toscanavaldorcia.it/prodotti-tipici/
Piatti tipici Senesi da gustarsi a Siena e provincia
Tra le specialità della gastronomia locale spicca la ribollita, una minestra a base di vegetali che si cuoce addirittura il giorno prima affinché sia ancora più saporita: si prepara con fagioli, scalogno, carote, cavolo nero e verdure selvatiche di stagione.
Tra i primi piatti meritano un posto d’onore anche i PICI, dei grossi spaghetti fatti con acqua e farina di grano tenero che vengono conditi con cacio e pepe, con aglio e pomodoro, con salsiccia o con sugo di anatra.
Anche le pappardelle al ragù di cinghiale o di lepre sono uno dei piatti tipici tra i più apprezzati.
Tra i secondi, il piatto principe è sicuramente la carne alla brace, in particolare quella tenera e gustosa dei vitelli di specie Chianina, allevati al pascolo.
Un capitolo a parte merita la Cinta senese, una particolare razza di maiali di origine antichissima da cui si ricavano prelibate carni e squisiti salumi da consumare come antipasto o merenda e da accompagnare rigorosamente con crostini neri, pecorino e miele locali.
Per quanto riguarda i dolci tipici senesi c’è solo l’imbarazzo della scelta tra cantucci, panforte, cavallucci e ricciarelli, solo per nominare quelli più conosciuti.
Anche in questo caso, gli ingredienti provengono tutti dal territorio locale e danno vita a preparazioni sostanziose a base, principalmente, di frutta secca.
https://www.sienainns.com/cosa-fare-a-siena-e-dintorni/assaporando-piatti-tipici-senesi/
Un piatto della tradizione toscana è la scottiglia, una ricetta povera combinata con carne di pollo, agnello, coniglio e maiale cotti con il vino rosso.
Esistono diverse varianti a seconda della zona ma il metodo di cottura rimane lo stesso.
Altra pietanza da mangiare a Siena è l’arista di cinta senese condita con una salsa di salvia, rosmarino e aglio ed infine il peposo, dei piccoli pezzi di manzo cotto nell’olio con vino e pomodoro.
Una cosa da provare assolutamente sono i famosi ricciarelli, vengono venduti sia sfusi che in graziose confezioni e ritengo siano il souvenir perfetto da regalare a sé stessi o ad una persona cara.
Il panforte è un dolce consumato principalmente nel periodo natalizio ed è un impasto a base di miele, mandorle e spezie ma nel corso degli anni è stata creata anche la variante al cioccolato prendendo così il nome di panpepato.
https://www.iltuopostonelmondo.com/cosa-mangiare-a-siena-e-dintorni/
Between the Val di Chiana and the Val d'Orcia stands Sarteano, a village of historical and naturalistic importance, whose past is made known for the presence of the Castle.
Its landscape offers pleasant walks, on paths with marked paths.
Sarteano is a village of historical importance and naturalistic, placed on the buttresses of the Val d'Orcia, in a plateau on the border with the Val di Chiana.
The medieval past of the country is testified from the castle, the main element of the architectural landscape, and by a large number of churches. The economy fundamentally is based on agriculture and on tourism. The products of the earth are olive oil, wine and wheat.
From the Neolithic Period to the bronze age, the testimonies relating to the origin of the village are widely known thanks to the very rich archaeological documentation coming from the Cave of the bear. The cave, today not open, is divided into two parts, communicating through narrow passageways. In the surrounding areas, generally on the surface were found groups of vessels of the bronze age, some containing even grains of wheat, which suggested intentional depositions linked to ritual practices. The frequentation of the cave continues up to the XI century B.C. and they have finally traces of Roman times with fragments of dishes and anforoni. Another karst cavity in the territory of Sarteano is La Buca del rospo located on the western slope of Monte Cetona that returned vases of the Ancient Bronze Age deposited for a ritual collection of dripping water circuit.
Un paese insolito Sarteano, fino a poco tempo fa semi sconosciuto, adesso vivo e rigoglioso più che mai e soprattutto voglioso di farsi scoprire e di farsi voler bene.
Non importa quale sia il vostro interesse, etruschi, Medioevo o Rinascimento, Sarteano riuscirà in ogni caso ad emozionarvi, fidatevi di me.
La prima cosa che salta all’occhio, appena si giunge a Sarteano, è sicuramente il castello, che imponente vigila da millenni sul paese e sui suoi abitanti, ma c’è dell’altro, ovviamente: per arrivare alla rocca occorre immergersi nella storia ed affrontare un viaggio affascinante tra vicoli caratteristici e palazzi nobiliari uno su tutti il Palazzo Todeschini Piccolomini.
Sarteano è un paese di origine etrusca con un passato medievale testimoniato dalla sua cinta muraria.
Situato su uno sperone di pietra a 573 metri sul livello del mare, il paese sorge a ridosso della rocca feudale dei Manenti secondo un caratteristico schema ad arco.
Il castello sorse sulla via tra Chiusi e Siena.
Quando Sarteano nel 1379 passò sotto il dominio della Repubblica senese, il borgo e il castello furono riorganizzati entro un unico perimetro fortificato.
Furono sempre i senesi a dotare il castello dell’imponente mastio quadrato che andò ad aggiungersi al preesistente sistema difensivo basato su successive cinte murarie, con torri angolari rotonde o semicircolari.
COSA VEDERE:
Chiesa di San Francesco
Museo Civico Archeologico
Chiesa di San Martino
Sala d’arte Domenico Beccafumi
Collegiata di San Lorenzo
Castello
Musei dei Presepi
Farmacia Storica
La visita di Sarteano parte da Piazza Bargagli, o Piazza Bassa, situata nella parte sud del centro storico.
Sul lato sud della piazza si affaccia la Chiesa di San Francesco. La chiesa, fondata nella prima metà del Trecento, presenta una bella facciata rinascimentale in travertino ed all’interno conserva alcuni affreschi provenienti dalla Chiesa di Santa Vittoria datati tra il XIV e il XV secolo.
Da Piazza Bargagli si procede verso la piazza principale del paese, Piazza XXIV giugno (o piazza Alta), che è collegata alla piazza precedente anche per mezzo di un passaggio (porta di Mezzo) aperto nel corpo del Palazzo del Comune.
Il Palazzo del Comune è un edificio di origine trecentesca rimaneggiato a più riprese ed aperto da un alto porticato rifatto nel 1845.
Al suo interno si trova il Teatro comunale degli Arrischianti.
Piazza Alta, ornata dal monumento ai caduti della prima guerra mondiale, si trova a metà dell’asse principale del paese composto da via Roma e corso Garibaldi.
Lungo questa direttrice si trovano la gran parte degli edifici più interessanti del borgo.
Prendendo via Roma incontriamo, uno di fronte a l’altro, il rinascimentale Palazzo Piccolomini e Palazzo Gabrielli, sede del Museo Civico Archeologico.
Get insights and insider tips What to see best hidden gems in italy.
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Siti selezionati per scoprire Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Cosa vedere a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Siti turistici per Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) informazioni turistiche
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http://www.sarteanoliving.it/
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Condizioni Meteo a Sarteano - Weather Conditions Local Weather Forecasts in Sarteano
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Luoghi del gusto a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) ristoranti osterie trattorie e locali tipici a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) dove mangiare a Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana)
Places of taste in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) restaurants in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) where to eat in Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana)
Al ristorante o in agriturismo, nelle enoteche o nelle cantine, ovunque potete gustare i prodotti enogastronomici di queste località, che profumano di genuino e qualità.
http://www.sarteanoliving.it/it/turismo/categoria/2-sarteano/52-sarteano-dove-mangiare
https://www.agriturismo.it/it/ristoranti-dove-mangiare/toscana/siena/sarteano
https://www.viamichelin.it/web/Ristoranti/Ristoranti-Sarteano-53047-Siena-Italia
Enogastronomia Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) Ricette regionali Sarteano (Siena Val d’Orcia Val di Chiana) cucina tradizionale toscana piatti tipici toscani prodotti tipici in toscana cucina toscana
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http://www.movingitalia.it/sarteano/piatti-tipici.html
Sapori tipici e piatti tipici della Val di Chiana
La Val di Chiana vanta una millenaria cultura enogastronomica, che affonda le radici nella civiltà etrusca e, soprattutto, nella successiva età feudale, quando le divergenze economico-sociali si sono andate progressivamente a allargate.
I piatti tipici della valle, infatti, sono strettamente legati alla tradizione contadina, caratterizzati da pochi e semplici ingredienti.
Ed è proprio nella sua genuinità che consiste la sua eccezionalità, rendendo la cucina chianina una delle migliori d'Italia.
La visita di uno dei tanti borghi della valle non può che trasformarsi in un tour enogastronomico.
L'antipasto tradizionale è rappresentato dai salumi, formaggi abbinati al miele o marmellate, crostini di milza e fegatini e bruschette con l'olio, solitamente accompagnate dall'aglio “sdrusciato” sul pane.
Le ricette dei primi piatti sono semplici e essenziali.
Il primo posto della gastronomia chianina è occupato dai pici all'aglione.
I pici sono una pasta lunga e spessa fatta a mano che il metodo classico vuole fatti di sola acqua e farina.
In alcune ricette più recenti è prevista l'aggiunta dell'uovo, soprattutto per facilitare l'impasto.
Il condimento storico dei pici della Val di Chiana è l'aglione, fatto di sugo al pomodoro saltato sul soffritto del tipico aglio chianino.
Consigli: i pici sono squisiti in ogni modo.
Assaggiateli anche al ragù, magari di cinta senese, non ve ne pentirete.
Come secondo piatto, la bistecca di chianina è un must.
A monte del pasto, ovviamente, sta un ottimo bicchiere di vino rosso: solo così può dirsi conclusa l'esperienza all'interno dell'enogastronomia chianina.
L’aglione della Valdichiana è una particolare varietà di aglio più grande del comune, con il “capo grosso”, usato nella tradizione locale per preparare piatti più aromatici e digeribili.
La sua area di produzione si trova a cavallo del Canale Maestro della Chiana, praticamente è un prodotto agricolo coltivato nella zona della bonifica, ma giunge fino all’area del Trasimeno ed è conosciuto fin dall’epoca etrusca.
Susina detta “scosciamonaca” prodotto spesso sottovalutato, diffuso non soltanto nel nostro territorio ma in generale nel centro Italia.
Si tratta di una varietà di susina di forma allungata, con la buccia violacea e la polpa giallastra, molto profumata e saporita.
Cocomero Nero della Valdichiana
Si tratta di una varietà di anguria che veniva coltivata nella Valdichiana aretina e dintorni, che si raccoglieva a tarda estate e veniva conservata in luoghi freschi; poteva raggiungere i venti chili ed era considerato un cocomero gigante, con la corteccia più scura rispetto alle angurie che siamo abituati a vedere.
Si tratta di piatti semplici, anche se non di facile preparazione: tutti gli ingredienti (pochi per volta) sono rispettosamente accostati in modo da non soffocare mai il gusto proprio di ciascun elemento. Ad esempio la famosa bistecca deve avere quel tipo di carne, di quell'olio, quella brace di legno di castagno, per essere veramente "fiorentina".
Prelibato, tra l'altro, e il cacio pecorino, prodotto ora da pastori sardi immigrati nella zona, ma lo producono con lo stesso procedimento in uso fin dal medioevo, ottimo in tutte le sue diverse fasi di maturazione, da fresco a stagionato, quest’ultimo da servire a fine pasto oppure a merenda. Il Ravaggiolo è invece il cacio tenero conservato in foglie di felce.
Oltre al cacio pecorino, il prosciutto, i saporiti crostini con milza e fegatelli, il pansanto (fettina condita con cavolfiore lessato, aceto e olio), la “bruschetta” con il pane abbruscato al fuoco vivo, con l'olio nuovo e uno spicchio d'aglio strusciato sopra, la panzanella (pane raffermo bagnato, condito con pomodoro, olio, cipolla, basilico e altri aromi), un buon piatto di fagioli al fiasco irrorati d'olio crudo, già costituirebbero un ottimo pasto: ma è d'obbligo assaggiare i pici, una sorta di spaghetti fatti a mano, conditi al sugo di carne.
I pici venivano preparati una volta dai contadini che non potevano permettersi troppo spesso la carne o altre pietanze "nobili".
Gli ingredienti sono: farina bianca, un po' di uovo, acqua tiepida, olio, sale e farina gialla.
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Specialità della Val D'Orcia
I pici con le briciole
Se visitando le altre zone della Toscana avete avuto modo di assaggiare i pici all’aglione, giunti in Val d’Orcia non potrete esimervi dal gustare un piatto di pici con le briciole.
Il formato di pasta, è presto detto, è sempre lo stesso.
Le chiocciole della Val d’Orcia
Le chiocciole sono un piatto tipico del borgo di San Quirico, in Val d’Orcia, a tal punto che i suoi abitanti vengono chiamati “chiocciolai”.
La ricetta è piuttosto antica e, come spesso avviene, si tramanda di padre in figlio.
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Trippa ripiena
Minestra con la tinca
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Cazzagnoli con l’aglio
Ciaccia con la ricotta
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Vini della Val d’Orcia
Prodotti tipici Val D'Orcia
Pecorino di Pienza
Mazzaporra
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I pici della Val d’Orcia
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L’Olio d’oliva Extravergine della Val D’Orcia
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Piatti tipici Senesi da gustarsi a Siena e provincia
Tra le specialità della gastronomia locale spicca la ribollita, una minestra a base di vegetali che si cuoce addirittura il giorno prima affinché sia ancora più saporita: si prepara con fagioli, scalogno, carote, cavolo nero e verdure selvatiche di stagione.
Tra i primi piatti meritano un posto d’onore anche i PICI, dei grossi spaghetti fatti con acqua e farina di grano tenero che vengono conditi con cacio e pepe, con aglio e pomodoro, con salsiccia o con sugo di anatra.
Anche le pappardelle al ragù di cinghiale o di lepre sono uno dei piatti tipici tra i più apprezzati.
Tra i secondi, il piatto principe è sicuramente la carne alla brace, in particolare quella tenera e gustosa dei vitelli di specie Chianina, allevati al pascolo.
Un capitolo a parte merita la Cinta senese, una particolare razza di maiali di origine antichissima da cui si ricavano prelibate carni e squisiti salumi da consumare come antipasto o merenda e da accompagnare rigorosamente con crostini neri, pecorino e miele locali.
Per quanto riguarda i dolci tipici senesi c’è solo l’imbarazzo della scelta tra cantucci, panforte, cavallucci e ricciarelli, solo per nominare quelli più conosciuti.
Anche in questo caso, gli ingredienti provengono tutti dal territorio locale e danno vita a preparazioni sostanziose a base, principalmente, di frutta secca.
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Un piatto della tradizione toscana è la scottiglia, una ricetta povera combinata con carne di pollo, agnello, coniglio e maiale cotti con il vino rosso.
Esistono diverse varianti a seconda della zona ma il metodo di cottura rimane lo stesso.
Altra pietanza da mangiare a Siena è l’arista di cinta senese condita con una salsa di salvia, rosmarino e aglio ed infine il peposo, dei piccoli pezzi di manzo cotto nell’olio con vino e pomodoro.
Una cosa da provare assolutamente sono i famosi ricciarelli, vengono venduti sia sfusi che in graziose confezioni e ritengo siano il souvenir perfetto da regalare a sé stessi o ad una persona cara.
Il panforte è un dolce consumato principalmente nel periodo natalizio ed è un impasto a base di miele, mandorle e spezie ma nel corso degli anni è stata creata anche la variante al cioccolato prendendo così il nome di panpepato.
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